Soluzioni innovative per definire con stile e funzionalità gli spazi aperti della cucina e del soggiorno

Avere un appartamento aperto alla vita quotidiana vuol dire trovare un modo pratico e funzionale di organizzare ogni spazio. Non si tratta solo di mettere una parete o una porta scorrevole tra cucina e soggiorno. Serve un progetto che unisca efficienza e vivibilità, sfruttando ogni metro quadro con attenzione. Chi abita, per esempio, nelle grandi città italiane spesso si accorge di come molte case abbiano ambienti sistemati senza un vero senso: corridoi sprecati, ingressi sacrificati. L’idea dell’open space ormai è sdoganata e molto usata, perché aiuta ad ampliare e illuminare la zona giorno, ma c’è bisogno di curare i confini tra cucina e soggiorno, senza che uno finisca per schiacciare l’altro. Un dettaglio facile da trascurare è la continuità visiva: ossia come lo sguardo scorre da una zona all’altra, una questione che – senza esagerare – influisce molto sul comfort di chi ci vive.

La distribuzione tra cucina e zona giorno: più di una questione di metri

Quando si pensa a un open space, la sfida è ripensare la disposizione degli ambienti, non semplicemente abbattere una parete per unire stanze. Tante case tradizionali nelle città italiane – diciamo, dalle parti di Milano o Roma – hanno corridoi stretti e spazi “tagliati” che impediscono un utilizzo pratico degli interni. Per questo, il progetto punta sui soglie e passaggi che mantengano la zona giorno accogliente ma, al contempo, lascino svolgere le attività domestiche senza fastidi o invasioni. Non si tratta di mettere muri o barriere, ma di capire come rispettare le abitudini giornaliere: ad esempio prendere colazione in pace, evitando di disturbare la zona notte, oppure aprire la cucina verso il living senza rischiare un’invasione di odori o rumori.

Soluzioni innovative per definire con stile e funzionalità gli spazi aperti della cucina e del soggiorno
Soluzioni innovative per definire con stile e funzionalità gli spazi aperti della cucina e del soggiorno – sohoitaly.it

Un altro punto cruciale sono le superfici contenitive, perché insomma, spazio fa rima con ordine. Armadi a muro, nicchie su misura, cabine armadio – progettati con un minimo di cervello – aiutano a contenere tutto senza togliere metri quadrati utili. Il risultato? Un ambiente più arioso, facile da gestire, con pareti che fanno più che dividere, diventano funzionali. Nelle case moderne questa attenzione al progetto “vivibile” si fa sempre più richiesta: abitare significa avere spazi per vivere, non solo dati numerici.

Un fatto spesso lasciato in secondo piano – ma con una certa incidenza – è la luce naturale, quella che passa e attraversa gli spazi aperti. Per progettare come si deve la casa occorre valutare il percorso del sole, valorizzare bene finestre e aperture, per avere ambienti più luminosi e accoglienti. Non è solo aprire tutto e basta, ma dare carattere agli interni.

Ristrutturare la pianta: dall’open space alle camere, il gioco delle destinazioni d’uso

Ridisegnare la pianta di abitazioni con stanze poco sfruttate o mal disposte non è roba semplice nel campo dell’architettura d’interni. Ad esempio, un appartamento grande con soggiorno, cucina abitabile e tre camere può presentare un ingresso collegato a un corridoio poco usato, con stanze separate da porte che interrompono la continuità. Fastidioso, quasi quasi una perdita di spazio.

La richiesta chiave qui è creare una zona giorno open space ordinata e distinta dalla zona notte, valorizzando l’ingresso come snodo. Eliminare la parete tra due stanze di fronte all’ingresso? Ecco, così si ottiene uno spazio ampio e luminoso che fonde cucina e soggiorno. Il corridoio torna a essere qualcosa di vissuto, in collegamento diretto con il living.

Le camere cambiano destinazione: il vecchio soggiorno diventa una camera matrimoniale, più privata, arricchita da due cabine armadio strategiche. Il bagno vicino – con una cabina doccia di dimensioni generose – si consacra come servizio principale. Un secondo bagno si amplia e integra una zona lavanderia. Una delle camere doppie conserva misure generose, dotata di nicchie funzionali per armadi a muro modulari. Dove prima stava la cucina si progetta invece una seconda camera, pensata per studio e riposo: letti, scrivanie e armadi si incastrano alla perfezione.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda il disimpegno nella zona notte: da spazio spesso sacrificato, diventa un locale funzionale, con armadi su misura. E senza dimenticare un altro dettaglio – magari non da tutti notato – la gestione del calore in open space; una buona progettazione rende il riscaldamento e la climatizzazione più efficiente, cosa che si sente soprattutto negli inverni più freddi.

Identità e stile: quando l’arredamento dialoga con l’architettura

Al centro dell’appartamento spicca l’open space, vero cuore pulsante della casa. Un setto murario all’ingresso fa da schermo per la cucina, indirizzando subito la vista verso il soggiorno. Qui un ampio divano a L si incastra in una struttura in legno, che ospita una libreria: un modo semplice per creare continuità tra funzioni diverse, dando anche una certa personalità all’ambiente.

La cucina, ampia e con una penisola, è pensata per essere utile pure come zona preparazione, completando la zona lavoro bene. Finestre grandi danno un flusso costante di luce naturale, mentre un tavolo da pranzo per sei definisce lo spazio conviviale con naturalezza, senza forzature.

Lo stile prediletto è lineare e moderno: pareti e mobili laccati in bianco dominano, ma il legno del parquet e i dettagli d’arredo aggiungono – diciamo – un tocco caldo e accogliente. Le pareti sono arricchite da armadi a muro con linee essenziali, una bella combinazione di praticità e freschezza visiva, che aiuta a usare al massimo ogni angolo e ridurre gli sprechi. Forse un dettaglio poco considerato, ma che cambia molto la percezione degli spazi, è questa sinergia tra architettura e arredamento. L’equilibrio e il comfort, insomma, passano pure da lì.